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L’incantevole Creamy

Andato in onda per la prima volta in Italia il 3 febbraio 1985 su Italia 1, “L’incantevole Creamy” ha goduto poi di continue repliche, a testimonianza del successo della trasposizione anima del manga giapponese “L’angelo della magia Creamy Mami”. Appartiene al genere maho shojo, ovvero quel misto tra personaggi fantastici e reali: spesso le eroine sono streghette, maghette o eroine.

©panthermedia.net/sahua

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La dolce Yu, ragazzina esuberante e vivacissima, riceve dei poteri magici, dopo l’incontro con l’arca che proviene dal pianeta “Stella piumata”, a seguito del quale conoscerà i due gattini parlanti Nega e Posi. Da quel momento si trasformerà in Creamy, cantante di successo di circa 16 anni e misteriosa figura per i suoi amici e conoscenti. Nelle intenzioni dei produttori infatti c’era la volontà di utilizzare la serie come mezzo pubblicitario per la cantante idol adolescente Takako Ohta: la canzone “Dimmi che mi ami teneramente” veniva interpretata proprio dalla cantante che doppiava anche il personaggio di Yu/Creamy. Una strategia di marketing molto efficiente che ha utilizzato media diversi, la musica e un cartone animato, per sponsorizzare il fenomeno del momento. Nella versione italiana i brani sono stati cantati da Cristina D’Avena e vengono solo riadattati nel testo: le musiche sono originali.

Per i tanti estimatori di Creamy, purtroppo sfumò l’ipotesi di un disco contenente tutti i brani cantanti dalla loro eroina, infatti all’epoca non era ancora uscito nessun disco monografico in Italia e quando ci si accorse del successo avuto invece in Francia, era ormai troppo tardi. Sarà con la serie “Kiss me Licia” che usciranno dischi interamente dedicati alla colonna sonora e ai brani cantati nella serie, ma questa è un’altra storia.

Volver

Del 2006 un film di Pedro Almodovar che colpisce incessantemente per la poesia della sceneggiatura e delle immagini: Volver. A Cannes ha vinto proprio per la migliore sceneggiatura e la migliore interpretazione femminile, a questo premio si aggiungono 5 European Film Awards, 5 Premi Goya, Nastro d’argento nel 2007, Premio Gianni Di Venanzo e il National Board of Review Awards 2006.

© micky2paris75 - Fotolia

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Premi che non fanno altro che confermare quello che lo spettatore avverte sin dai primi minuti di girato: un ritratto appassionato, delicato e divertente di un microcosmo tutto al femminile, dove la solidarietà, l’amicizia s’intrecciano indissolubilmente anche con l’inganno e il dolore. Temi difficili, come quelli dell’incesto, del tradimento, della malattia e della morte vengono trattati con una delicatezza che solo il Maestro spagnolo è capace di usare. Un tocco sempre leggero, che colpisce ancora più in profondità, proprio per la sua quasi innocenza. Una meravigliosa Penelope Cruz nei panni di Raimunda regala l’apice della sua interpretazione quando canta durante la festa di fine riprese. E come non sorridere ai battibecchi tra donne, alle battutine tra sorelle, madri e figlie che colorano dialoghi sempre originali, intensi, ma mai drammatici che nei colori della Mancha sono capaci di fondersi in un’unica sinfonia.

L’universo è femminile, perché gli uomini che lo attraversano sono personaggi meschini, capaci solo di generare dolore nella vita delle donne o molto marginali. Il tentativo di approccio del regista, per la cui troupe Raimunda cucina, verrà liquidato con un gentile, ma cortese “ho altro da fare”. L’aiuto maschile non compare neanche quando la forza fisica sarà richiesta per liberarsi del corpo di Paco. Anche lì, le amiche, quelle che ci sono anche se non sanno il perché, ti danno sempre una mano.

Commissario Montalbano

21 romanzi, più uno in uscita e 9 tra raccolte e racconti meritano una visione unitaria, specialmente se si parla dei romanzi di Andrea Camilleri che vedono il commissario Montalbano in azione. Oltre alla specificità di ogni singolo romanzo, che ne fanno un piacere unico nella lettura per l’ironia, l’intreccio, la scrittura, dall’altra si costituiscono anche come parte integrante di una visione generale che vede nelle prodezze e nelle debolezze del celebre commissario il filone che li accomuna.

©panthermedia.net/Christian Schwier

©panthermedia.net/Christian Schwier

Il commissario catanese in servizio a Vigata (erroneamente scambiata per la cittadina Licata, si riferisce invece a Porto Empedocle) ha tutti i tratti della figura romanzesca capace di appassionare il lettore e di trascinarlo con garbo nel suo universo, fatto di casi interessanti, dietro la cui risoluzione si nasconde sempre qualcosa di più che il semplice epilogo di un delitto. Storie che dal passato ritornano con forza e chiedono giustizia come nel caso de “Il cane di terracotta”, o reminiscenze letterarie che colorano le indagini come ne “Il sorriso di Angelica”: il mondo criminale si dipana nella mente del commissario, alla ricerca sempre della verità, anche a costo di utilizzare metodi non canonici.

Solitario e perennemente alla ricerca del piacere della tavola, Montalbano è poco propenso a delegare agli altri. I suoi fedeli collaboratori lo sanno e apprezzano il suo acume. La sua eterna fidanzata Livia è la controparte femminile che da lontano lo sostiene; lei vive a Boccadasse a Genova e rappresenta tutto fuorché la donna accondiscendente e remissiva. Innamorata del Commissario non perde occasione per farsi valere, specialmente nei tanti momenti di assenza mentale del commissario, sempre intento a riflettere su qualche caso.

Lauryn Hill

© raven - Fotolia

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Prima di diventare cantante Lauryn Hill ha fatto alcune esperienze come attrice in diversi telefilm e soap opera, tra cui “Così gira il mondo” e “Sister Act 2”. In quest’ultimo film interpreta una giovane studentessa amante del canto ed é proprio in quest’occasione che Lauryn Hill si fa notare per le sue grandissime doti canore. Da lì in poi inizia la sua carriera come cantante.

Nel 1993 assieme a Pras Michel e Wyclef Jean forma il gruppo “The Fugees”, gruppo hip-hop-soul, band diventata celebre proprio in quegli anni. Già un anno dopo la formazione la band debutta con il suo primo disco “Blunted on Reality” vendendo oltre 4 milioni di copie. Ma l’enorme successo arriva nel 1996 con l’album “The Score”, un successo che sorprende anche i membri del gruppo stesso. L’album esplora diversi aspetti della musica alternative hip-hop con un’influenza importante di tonalità reggae e soul, la musica dei Fugees dominerà da lì in poi la scena musicale degli anni ’90. Il successo internazionale dell’album è dovuto soprattutto al brano “Killing me softly” di Roberta Flack reinterpretato in maniera spettacolare dai Fugees. L’album vende quasi 18 milioni di copie in tutto il mondo.
Ma il nome di Lauryn Hill non è solo legato al gruppo dei Fugees, che si scioglie nel 1997. Infatti tutti i componenti del gruppo hanno continuato dopo la rottura la loro carriera da solisti. Lauryn Hill è quella che ha avuto il maggiore successo in seguito al suo album “The Miseducation of Lauryn Hill”, che si contraddistingue per la sua miscela di hip-hop, soul, R&B e reggae. Il disco interamente prodotto, scritto ed arrangiato dall’artista vende in tutto oltre 18 milioni di copie sbancando le classifiche mondiali. L’album è addirittura stato acclamato dalla critica come uno dei migliori album di sempre.